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Al-Farabi
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Abū Naṣr Muḥammad ibn Muḥammad Fārābī (in turco Farabi; in persiano ابو نصر محمد بن محمد فارابی‎; in arabo أبو نصر محمد الفارابي هو أبو نصر محمد بن محمد بن أوزلغ بن طرخان الفارابي‎?; in kazako Әбу Насыр Әл-Фараби?, Ábý Nasyr Ál-Farabı; Otrar, 870Damasco, 950) è stato un filosofo dell'epoca d'oro islamica. Nato a Otrar (detta anche Farab), nell'attuale Kazakistan, allora semplicemente Transoxiana, da famiglia nobile, in seguito agli intensi e prolungati studi, accumulò tale conoscenza della filosofia da essere apostrofato come "il secondo maestro", in riferimento ad Aristotele, detto "il primo maestro". Fu un importante filosofo, psicologo, sociologo, politologo e musicista; viene ricordato anche per il suo tentativo di elaborare una sintesi fra il pensiero platonico e quello aristotelico.

Contents

Vita
Logica
Note

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Vita

Il padre, di origine persiana, era militare alla corte mwbgsamanide. Sulle sue origini, però, esiste anche una ipotesi discordante; infatti lo storico medievale mwbwIbn Khallikān (morto nel mwca1282) gli attribuisce una nascita nei pressi di Farab (attualmente Otrar), in mwcqKazakistan da genitori mwcgturchi.cite-ref-1[1]

I suoi primi studi scolastici li seguì a Farab e a mweaBukhara, nel mweq901 si trasferì a Baghdad, per completarli; qui studiò grammatica, logica, filosofia, musica, matematica e scienze. Era il pupillo di mwegAbu Bishr Matta ibn Yunus. Studiò anche sotto il chierico mwewnestoriano Yuhanna ibn Haylan ad mwfqHarran. Fu affiliato alla scuola di filosofia alessandrina che aveva sede ad mwfgHarran, Antiochia e mwfwMerv prima di stabilirsi definitivamente a mwgaBaghdad dove dimorò per quaranta anni.

Fu ad mwggAleppo nell'anno mwgw943 e fece parte del circolo letterario della corte di Sayf al-Dawla Hamdani. Fu probabilmente la disperazione nel riformare la società in cui viveva a farlo inclinare verso il mwhqsufismo. I suoi viaggi lo portarono in mwhgEgitto e a mwhwDamasco nel mwia950 dove egli morì.cite-ref-2[2]

Commentandole rispetto al proprio pensiero e a quello di mwjgPlatone, scrisse parafrasi di varie opere di Aristotele, quali: mwjwAnalytica Posteriora, mwkaAnalytica Priora, mwkqTopica e di Porfirio (mwkgIsagoge); e commenti ad mwkwAnalytica Posteriora, mwlaAnalytica Priora, mwlqCategorae, mwlgIsagoge, mwlwRhetorica e il mwmaDe Interpretatione, l'unico testo giunto fino a noi.cite-ref-3[3]

Pensiero

Logica

Al-Farabi è stato uno dei primi mwoamusulmani ad occuparsi di mwoqlogica ed a sviluppare una mwoglogica non aristotelica. Approfondì le tematiche sui mwownumeri, sulle relazioni e le categorie logiche, sulla relazione fra logica e mwpagrammatica, e su una forma di mwpqinferenza non aristotelica.cite-ref-4[4]

Metafisica e cosmologia

Al-Farabi ideò un modello filosofico-astronomico atto a spiegare il senso degli esseri, basato su tre pilastri: mwsgmetafisica aristotelica della mwswcausalità, mwtaastronomia mwtqtolemaica, teorie plotiniane di emanazione cosmologica.cite-ref-5[5] L'mwugUniverso viene descritto come una serie di livelli concentrici circolari, racchiudenti il "primo cielo" al livello più esterno e il mondo materiale al centro.cite-ref-6[6] Ognuno di questi livelli rappresenta il dominio di una seconda intelligenza, vista come un fattore intermedio fra Dio e il mondo materiale.

Tutti gli esseri sono vincolati fra loro, in base ad un rapporto gerarchico di emanazioni e di inclusioni sequenziali, che comprende nell'elenco anche i mwwapianeti. Secondo l'autore esisterebbero dieci Intelligenze, la prima è quella del primo mwwqcielo, l'ultima è la mwwgLuna.

Le Intelligenze sono esseri univoci e separati, l'mwxaessere si classifica in contingente e necessario.

Psicologia

Gli esseri umani, secondo le teorie di al-Farabi, godono del privilegio di trovarsi in un livello intermedio fra il mondo materiale e quello alto, e oltre a ciò, grazie alla capacità razionale, sono in grado di connettersi alle alte sfere.

Nella sua opera mwyaIdee degli abitanti della città virtuosa, Al-Farabi classificò l'mwyqintelletto in quattro categorie: intelletto in potenza; intelletto in atto; intelletto acquisito; intelletto agente.cite-ref-7[7] Questo significa che, per commutare dallo stato di potenza a quello dell'atto, l'intelletto potenziale necessita di un agente esterno, formato da un'essenza che possiede un elemento di intelligenza distinto dalla materia. L'intelletto agente è paragonato alla luce che il sole concede alla vista.
L'intelletto acquisito venne identificato con quello dei filosofi greci ed è stato descritto come un intelletto attivo.

Al-Farabi si soffermò sulle caratteristiche interiori, che distinguerà in quattro gruppi: il primo è quello delle brame, dei mwaadesideri o delle avversioni per un oggetto, il secondo è quello dei mwaqsensi e delle mwagpercezioni, il terzo è quello dell'mwawimmaginazione e delle capacità manipolatorie mentali, il quarto è la mwbaragione con le facoltà intellettuali.

Politica

In tutte le sue opere, alla politica spettò un ruolo importante. Sintetizzando il suo pensiero, si può formulare la suddivisione di cinque tipi di città possibili: la città corrotta, la città cangiante, la città immorale, la città insipiente alle quali fa da contraltare la città virtuosa.cite-ref-8[8]

I cittadini della città insipiente perseguono beni materiali, quali la ricchezza, la lussuria, le passioni e la salute del corpo; la mancanza di questi beni procura infelicità. La città insipiente a sua volta si suddivide in zone, definite:

• città del mwdgfabbisogno, in cui la vita è in funzione del corpo;
• città dello mweascambio, in cui l'obiettivo è la ricchezza, frutto della collaborazione;
• città della viltà, in cui vi è la ricerca, gioiosa, di placare i sensi;
• città degli mwewonori, il cui fine è raggiungere la stima e il riconoscimento;
• città della potenza, in cui i cittadini cercano di sottomettere gli altri;
• città della mwfglussuria, in cui ognuno è libero di fare ciò che vuole.

Nella città immorale gli abitanti posseggono tutti gli elementi intellettivi per conoscere le idee virtuose, però non li attuano.
La città cangiante è degradata da uno stato virtuoso a uno anomalo.
La città corrotta vive immersa in un'atmosfera falsa, ingannevole, speranzosa della felicità ultraterrena.

Nella città virtuosa gli abitanti devono essere soprattutto saggi, sapienti e consapevoli, moderati ed equilibrati. Il modello ideale proposto da al-Farabi è lontano da quello mwgwdemocratico, ma piuttosto, affine a quello dello Stato di grandi spiriti proposto da Platone.

Religione

Nell'opera mwhgLa città virtuosa discusse delle tematiche mwhwreligiose e approfondì la questione di mwiaDio. Affermò, prendendo spunto da mwiqPlotino, che l'essere primo (Dio), è sicuramente la causa di tutti gli altri esseri, oltre ad essere il migliore è unico e indivisibile, non ha inizio ed è permanente ed autosufficiente. Affinché un altro essere derivi da lui basta la sua essenza, non occorre nessun meccanismo o strumento naturale estraneo a lui.

Altre attività

Al-Farabi fu un precursore in molti campi: scrisse libri nell'ambito della mwjasociologia musulmana; ma non disdegnò occuparsi anche di mwjqarte, visto che scrisse un libro intitolato mwjgIl libro della musica, suonò e inventò un buon numero di mwjwstrumenti musicali e il suo sistema mwkatonale è tuttora utilizzato nella mwkqmusica araba.cite-ref-9[9]

Gli è stato attribuito il merito di aver indagato nel campo della mwlwfisica, sviluppando le teorie mwmatermodinamiche del mwmqvuoto.cite-ref-10[10]

Gli è stato dedicato un mwnwasteroide, mwoa7057 Al-Fārābī.cite-ref-11[11]

Traduzioni italiane

• mwqaEpistola sull'intelletto, traduzione, introduzione e note a cura di Francesca Lucchetta, Padova, Antenore, 1974.
• mwqgLa "Classificazione delle scienze" di Al-Farabi nella tradizione ebraica, edizione critica e traduzione annotata di Mauro Zonta della versione ebraica di Qalonymos ben Qalonymos, Torino, Zamorani, 1992.
• mwraLa città virtuosa, a cura di Massimo Campanini, Milano, BUR, 1996.
• mwrgLa filosofia di Platone, Udine, Mimesis Edizioni, 2006.
• mwsaScritti politici, a cura di Massimo Campanini, Torino, Utet, 2007.
• mwsgLa via della felicità, a cura di Olivier Sedeyn, traduzione di Raphaël Branchesi, Roma, Castelvecchi, 2013.
• mwtaLa classificazione delle scienze (De scientiis), traduzione e note a cura di Anna Pozzobon, introduzione di Francesco Bottin, Padova, Il Poligrafo, 2013.
• mwtgL'armonia delle opinioni dei due sapienti, il divino Platone e Aristotele, introduzione, testo arabo, traduzione e commento di Cecilia Martini Bonadeo; prefazione di Gerhard Endress, Pisa, Pisa University Press, 2018.
• mwuaL'uno e l'unità, a cura di Cecilia Martini Bonadeo e altri, Pisa, Pisa University Press, 2023.

Note

cite-note-11. mwvwmwwamwwqClifford Sawhney. The World's Greatest Seers and Philosophers, 2005, p. 41 mwwgmwwwmwxamwxqZainal Abidin Ahmad. Negara utama (Madinatuʾl fadilah) Teori kenegaraan dari sardjana Islam al Farabi. 1964, p. 19, su mwxgbooks.google.com. mwxwmwyamwyqmwygHaroon Khan Sherwani. Studies in Muslim Political Thought and Administration. 1945, p. 63, su mwywbooks.google.com. mwzamwzqIan Richard Netton. Al-Farabi and His School, 1999, p. 5
cite-note-22. mw0qmw0gAmmar al-Talbi, AL-FARABI, Prospects: the quarterly review of comparative education, Paris, UNESCO: International Bureau of Education, vol. XXIII, no. 1/2, 1993, p. 353-372.
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Bibliografia

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Collegamenti esterni

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• citerefsep-al-farabi-psych(EN) Luis Xavier López-Farjeat, Al-Farabi's Philosophy of Society and Religion, in Edward N. Zalta (a cura di), Stanford Encyclopedia of Philosophy, Center for the Study of Language and Information (CSLI), Università di Stanford.
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